Nel quadro delle intelligenze multiple di Howard Gardner, l’intelligenza naturalistica rappresenta la capacità di osservare, riconoscere, classificare e comprendere elementi e relazioni del mondo naturale — piante, animali, paesaggi e fenomeni ambientali — e di applicare tali competenze all’apprendimento e ad attività reali. Questo approccio è particolarmente utile per i Tutor dell’Apprendimento che desiderano promuovere strategie didattiche personalizzate e inclusive.
Accanto all’intelligenza naturalistica, è fondamentale introdurre il concetto di biofilia. Il termine, dal greco bios (“vita”) e philia (“amore”), indica un legame innato tra gli esseri umani e il mondo naturale. È stato reso celebre dal biologo Edward O. Wilson nel 1984, che lo definì come un’affiliazione emozionale innata verso altre forme di vita e i processi vitali. Secondo Wilson, gli esseri umani tendono istintivamente a cercare contatti con la natura e con organismi viventi, non solo per ragioni estetiche o culturali, ma come parte integrante del loro benessere psicofisico.
La biofilia non è solo un’idea romantica: ricerche in psicologia evolutiva suggeriscono che questa tendenza può avere radici adattive. Studi recenti propongono che l’affinità per la biodiversità e per gli ambienti naturali possa essere vista anche come un tratto temperamentale o evolutivo, legato alla capacità umana di riconoscere e beneficiare dei contesti naturali.
Inoltre, evidenze empiriche mostrano che l’interazione con la natura è correlata a miglioramenti nel benessere soggettivo, nella soddisfazione di vita e nelle esperienze positive, rafforzando l’idea che la connessione con la natura sia un elemento significativo per il benessere umano. Per un Tutor dell’Apprendimento, integrare la biofilia nel processo educativo significa sfruttare la naturale predisposizione umana verso la natura per potenziare l’apprendimento.
La biofilia, infatti, può facilitare l’acquisizione di nuove conoscenze, perché collega l’apprendimento a esperienze significative, emotivamente coinvolgenti e basate sull’osservazione diretta.
L’integrazione di biofilia e intelligenza naturalistica nel percorso di tutoraggio favorisce:
- una maggiore motivazione intrinseca nello studente (desiderio di esplorare, comprendere e relazionarsi con il mondo);
- un approccio olistico che valorizza non solo la dimensione cognitiva, ma anche quella emotiva e sociale dell’apprendimento;
- un ambiente più sostenibile e attento alle connessioni mente-natura, con potenziali benefici per attenzione, concentrazione e benessere psicofisico.
Queste prospettive trovano riscontro non solo in teorie pedagogiche, ma anche in studi interdisciplinari che esplorano l’importanza della connessione con la natura per la salute mentale e la qualità della vita umana.
In conclusione, sebbene la teoria delle intelligenze multiple — e in particolare l’intelligenza naturalistica — non sia universalmente validata dal punto di vista psicometrico, essa resta uno strumento pedagogico efficace per comprendere la diversità cognitiva e progettare percorsi personalizzati. Integrando il concetto di biofilia, il Tutor dell’Apprendimento può:
- favorire percorsi che connettono cognizione e motivazione;
- valorizzare l’apprendimento esperienziale e ambientale;
- sostenere il benessere emotivo e lo sviluppo di una consapevolezza ecologica.
In un mondo sempre più urbano e tecnologico, recuperare e integrare il legame con la natura — attraverso un uso consapevole di biofilia e intelligenza naturalistica — permette di creare percorsi formativi che siano allo stesso tempo significativi, inclusivi e orientati alla sostenibilità.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Il Tutor dell’Apprendimento opera in ambito educativo e di supporto allo studio e non svolge attività clinica o terapeutica.
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