Nel lavoro del Tutor dell’Apprendimento, l’aspetto emotivo e relazionale è tanto importante quanto quello didattico. La ricerca in ambito neuroscientifico ed educativo evidenzia come emozioni e cognizione siano profondamente interconnesse: un ambiente emotivamente sicuro favorisce attenzione, memoria e motivazione allo studio (Immordino-Yang & Damasio, 2007). Creare un clima sereno, accogliente e motivante rappresenta quindi il primo passo per rendere efficace qualsiasi intervento educativo. In questo contesto, la presenza di un animale può diventare un valido strumento di supporto.
Molti studenti arrivano allo studio con carichi emotivi significativi, quali ansia, frustrazione, bassa autostima o difficoltà di concentrazione. Numerosi studi sulle interazioni uomo–animale mostrano che la presenza di un animale può contribuire alla riduzione dello stress, favorendo uno stato di calma emotiva e di sicurezza percepita, anche attraverso la modulazione dell’attivazione fisiologica (Beetz et al., 2012). Questo clima emotivo positivo rende più semplice l’avvio e il mantenimento dell’attività di studio.
Per studenti con difficoltà attentive, DSA o ADHD, mantenere la concentrazione rappresenta una sfida quotidiana. Le ricerche nell’ambito dell’Animal-Assisted Education indicano che la presenza di un animale tranquillo, che non richiede interazione costante, può fungere da elemento regolatore dell’attenzione e dell’autoregolazione emotiva, sostenendo la permanenza sul compito (Gee, Fine & Schuck, 2015). Il tutor può così utilizzare questa presenza come supporto per strutturare tempi di lavoro e pause in modo più naturale e rispettoso dei ritmi dello studente.
Uno degli aspetti più delicati del tutoring è la gestione dell’errore. L’animale, in quanto presenza non giudicante, contribuisce a creare un contesto emotivamente sicuro, in cui l’errore viene vissuto come meno minaccioso. Questo favorisce lo sviluppo dell’autoefficacia e di un atteggiamento più esplorativo verso l’apprendimento, elementi centrali nella teoria socio-cognitiva di Bandura (1997). In tale cornice, il tutor può sostenere un apprendimento basato sulla fiducia e sulla sperimentazione.
In aggiunta, integrare la presenza di un animale nelle sessioni di tutoring può incrementare la motivazione intrinseca. Alcuni studi evidenziano come le attività svolte in presenza di un animale vengano percepite come più piacevoli e meno stressanti, aumentando l’adesione al percorso e la continuità dell’impegno nel tempo (Motooka et al., 2006).
È di fondamentale importanza che il Tutor dell’Apprendimento utilizzi questo strumento con consapevolezza professionale. Le linee guida internazionali sugli Interventi Assistiti con Animali sottolineano la necessità di tutelare il benessere dell’animale e di inserire la sua presenza in modo coerente con obiettivi educativi chiari e definiti (IAHAIO, 2018).
L’animale deve essere:
- calmo e adeguatamente abituato alla presenza di bambini o ragazzi
- rispettato nei suoi bisogni fisici ed emotivi
- inserito in modo funzionale agli obiettivi delle sessioni
La presenza dell’animale non sostituisce il metodo, ma lo affianca, diventando parte di una cornice educativa strutturata e intenzionale.
In conclusione, per il Tutor dell’Apprendimento e per il tutee, studiare con un animale non è una semplice scelta simpatica, ma una possibile risorsa educativa supportata dalla letteratura scientifica. Se utilizzata con attenzione, formazione e rispetto, può sostenere il benessere emotivo dello studente e rendere il percorso di apprendimento più efficace, significativo e umano.
Riferimenti bibliografici
- Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: Freeman.
- Beetz, A., Uvnäs-Moberg, K., Julius, H., & Kotrschal, K. (2012). Psychosocial and psychophysiological effects of human–animal interactions. Frontiers in Psychology, 3, 234.
- Gee, N. R., Fine, A. H., & Schuck, S. (2015). Animals in educational settings: Research and practice. In Handbook on Animal-Assisted Therapy.
- Immordino-Yang, M. H., & Damasio, A. (2007). We feel, therefore we learn. Mind, Brain, and Education, 1(1), 3–10.
- IAHAIO (2018). The IAHAIO Definitions for Animal Assisted Intervention.
- Motooka, M., Koike, H., Yokoyama, T., & Kennedy, N. L. (2006). Effect of dog-walking on autonomic nervous activity in senior citizens. Medical Journal of Australia, 184(2), 60–63.
Questo contenuto ha finalità informative e divulgative. Non sostituisce una valutazione clinica né interventi terapeutici o sanitari. Il Tutor dell’apprendimento opera in ambito educativo e di supporto allo studio, nel rispetto delle competenze professionali e del benessere degli studenti e degli animali coinvolti.
Lascia un commento