La didattica personalizzata: uno strumento fondamentale per studenti con BES, DSA e ADHD

Ogni alunno è unico: ha tempi, stili di apprendimento e bisogni differenti. La scuola di oggi non può più limitarsi a insegnare nello stesso modo a tutti, ma deve saper personalizzare la didattica per garantire a ciascuno il diritto allo studio. Questo è particolarmente importante per gli studenti con BES (Bisogni Educativi Speciali), DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività).

La didattica personalizzata non è un “favore” né un “abbassare l’asticella”, ma un aiuto concreto per permettere a ogni studente di esprimere il proprio potenziale.

Un ragazzo con dislessia, ad esempio, può avere grandi capacità di ragionamento ma incontrare difficoltà nella lettura: strumenti come sintesi vocale e mappe concettuali gli permettono di apprendere senza sentirsi limitato. Un altro studente con ADHD può avere difficoltà a mantenere la concentrazione: metodologie attive, attività brevi e cooperative learning lo aiutano a sentirsi parte del gruppo e a non vivere la scuola come un ostacolo.

Quando la didattica si adatta, tutta la classe ne beneficia: chi ha difficoltà si sente valorizzato, chi non ne ha impara il rispetto delle differenze, e la scuola diventa davvero inclusiva. All’interno del quadro normativo, la personalizzazione non è solo una scelta educativa, ma anche un diritto sancito dalla legge:

* Legge 104/1992, tutela gli studenti con disabilità e prevede la redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato).

* Legge 170/2010, riconosce i DSA e introduce strumenti didattici e valutativi specifici attraverso il PDP (Piano Didattico Personalizzato).

* Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 e CM n. 8/2013, estendono la personalizzazione a tutti gli studenti con BES.

* Nota MIUR 1143/2018, ribadisce l’importanza di strumenti compensativi e misure dispensative come parte integrante della didattica inclusiva.

PDP e PEI: strumenti operativi

* Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) definisce strategie, strumenti compensativi, misure dispensative e modalità di valutazione per studenti con DSA o altri BES. Viene concordato con la famiglia e ha valore formale e operativo.

* Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è un documento obbligatorio per gli studenti con disabilità certificata, redatto dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo). Integra obiettivi educativi, didattici e riabilitativi, coinvolgendo scuola, famiglia e servizi sanitari.

Tra le strategie di personalizzazione vi sono delle azioni didattiche importanti tra cui l’utilizzo di mappe, schemi, sintesi e software didattici; la concessione di tempi più lunghi e prove adattate; la valorizzazione di metodologie come la didattica laboratoriale, peer tutoring, cooperative learning; l’attenzione a creare un clima di classe che promuova l’ autonomia, l’autostima e la motivazione.

Detto ciò, personalizzare la didattica significa, a parer mio, mettere in pratica un principio di equità: non dare a tutti le stesse cose, ma offrire a ciascuno ciò di cui ha bisogno per raggiungere il successo formativo.

Per i genitori, questo vuol dire vedere i propri figli riconosciuti e sostenuti. Per gli insegnanti, significa lavorare in modo più consapevole ed efficace. Per gli studenti, è la possibilità di vivere la scuola come un luogo di crescita, non di frustrazione.

In conclusione, la didattica personalizzata è il cuore di una scuola inclusiva. Grazie a strumenti come PDP e PEI, alla collaborazione tra scuola-famiglia-tutor e all’impegno condiviso, diventa possibile costruire percorsi formativi che rispettano le differenze e valorizzano le potenzialità. Investire nella personalizzazione significa costruire una scuola più giusta, più umana e capace di preparare cittadini consapevoli e competenti.

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