
La vita è apprendimento. Il nostro percorso, consapevole o no, è caratterizzato dall’esperienza.
Quando parliamo di “Apprendimento esperenziale”, ricordiamo lo psicologo David Kolb che, sulle tracce di John Dewey, Jean Piaget e Kurt Lewin, andò a definire questo concetto spiegandolo come “il processo attraverso il quale la conoscenza si forma tramite la trasformazione dell’esperienza”. In poche parole, la pratica è la base di partenza da cui nasce una riflessione su quanto si è appreso e su come ci si può evolvere.
Entrando più nello specifico, il modello di Pfeiffer e Jones (1975; Pfeiffer e Ballew, 1988) enfatizza il ciclo dell’apprendimento attivo nella dinamica esperienza empirica- riflessione-concettualizzazione-decontestualizzazione-azione.
Quando si lavora con le persone, di qualsiasi età, è fondamentale ascoltare attivamente ciò che viene comunicato ma, soprattutto, il COME: è proprio lì che risiedono i non detti e gli aspetti ancora non conosciuti. Questi ultimi, se osservati e compresi a CUORE aperto, possono portarci modificare i nostri schemi, introducendo nuovi strumenti e strategie personalizzate.
Di conseguenza modificare la nostra visione implica osservare con occhi attenti e differenti da prima ciò che ci circonda poiché ogni esperienza ci porta ad apprendere concretamente nuovi concetti.
A parer mio, porre attenzione al COME si cambia, rimanendo sintonizzati con il nostro vero e PURO Essere, è fondamentale per andare incontro alla nostra vera Essenza.
L’apprendimento è trasversale a ogni età, la vita merita di essere vissuta.
Vivere è un verbo (=azione) all’infinito…
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